Non è vanità superficiale — o almeno, non solo. È qualcosa di più profondo, quasi un rito. Testimoniare di esserci stati. Davanti a un tempio, all'ingresso di un negozio, in un vicolo qualunque che per un momento è diventato il centro del mondo.
Sulla spiaggia, il mare rallenta. Il tempo si distende. Il chiaro di luna rende il mare liscio, silenzioso. Non c’è attesa, non c’è fretta. È un tempo lento, continuo.
Spinto dal maestrale, il mare si muove senza tregua: non è quiete, ma presenza. Le onde diventano gesto, ritmo, una scrittura che ipnotizza lo sguardo e placa le angosce. Questa immagine, scelta come augurio per la fine del 2025, è un invito a fermarsi, guardare, restare un po’. Un mare…