Mare meu, maestrale

Il maestrale spinge il mare, lo muove, lo spezza, lo ricompone.
In questa immagine il mare non è calmo,
eppure placa.
Non promette quiete,
ma presenza.
Le onde sono un gesto continuo,
una scrittura che si cancella mentre nasce.
Il movimento diventa ipnosi,
lo sguardo non cerca un punto fermo
e smette di chiedere.
Teti dice:
«Il mare calma le angosce, per questo si viene a contemplarlo
e ad ascoltare la musica delle maree.»
Forse è questo che cerchiamo.
Questa fotografia è stata il mio augurio per la fine del 2025.
Un augurio semplice:
fermarsi,
guardare,
restare un po’.
L’immagine è visibile qui:
https://artmajeur.link/98YQWK
Chi lo desidera può sostenere il mio lavoro condividendo il link
oppure scegliendo di darle una nuova casa, la tua.
Il mare continua a muoversi.
Anche quando lo portiamo dentro.
P.S.
se sei di Milano puoi contattarmi direttamente
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